domenica 14 febbraio 2016

Estratti dal Libro

"Me la sarei cavata alla grande da sola; non avevo bisogno di lui, così come lui non aveva bisogno di me e dei miei patetici tentativi di farmelo amico".
Gli occhi del lupo

mercoledì 10 febbraio 2016

Intervista

Intervista alla scrittrice Federica Amalfitano, che presenta ai lettori il romanzo fantasy “Gli Occhi del Lupo” ( Aletti Editore ) di Rassegna Stampa

Domanda - Partiamo proprio dal titolo, come mai “Gli occhi del lupo”?

Federica Amalfitano - Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, nel senso che trasmettono ancor prima delle parole le nostre emozioni, paure, insicurezze. Uno sguardo può ispirare fiducia, trasmettere gioia, far innamorare, ma può allo stesso tempo mostrare odio, trafiggere, uccidere. Ecco perché il titolo del libro.

Domanda - Quali sono gli argomenti ricorrenti, o per lei fondamentali, che tratta in questo volume?

Federica Amalfitano - Principalmente l’argomento trattato nel volume riguarda la lotta tra le forze del bene e quelle del male, ma ci sono anche dei riferimenti sulla superficialità del mondo d’oggi che trova fondamentali le cose materiali o aspetti esteriori e perde i valori più importanti come la famiglia, il rispetto per il prossimo, l’onestà.

Domanda - Quanto la realtà ha inciso nella scrittura?

Federica Amalfitano - Trattandosi di un romanzo urban fantasy la storia si discosta molto dalla realtà, anche se penso che qualche spunto sulla vita di tutti i giorni lo troviamo nel libro di qualsiasi scrittore. Potrebbe essere la descrizione di un personaggio, sia essa fisica che caratteriale, o magari quella del paese in cui si vive.

Domanda - La scrittura come valore testimoniale, cosa ha voluto salvare e custodire dall’oblio del tempo con questo suo libro?

Federica Amalfitano - Non so se il mio libro riuscirà a lasciare un segno. Quello che so per certo è che con i ritmi frenetici che abbiamo oggi tra lavoro, famiglia e impegni vari, ci si dimentica che siamo dei semplici esseri umani e che abbiamo bisogno di evadere dalla realtà almeno per un po’. “Gli Occhi del Lupo” è un libro che non vuole insegnare niente; il suo scopo è quello di trasportare il lettore in un altro mondo attraverso la fantasia e legarlo ai personaggi e alla loro storia.

Domanda - A conclusione di questa esperienza formativa che ha partorito il libro “Gli occhi del lupo”, se dovesse isolare degli episodi che ricorda con particolare favore come li descriverebbe?

Federica Amalfitano - Sicuramente il momento in cui ho messo un punto alla storia. È stata un’enorme soddisfazione quella di aver concluso il romanzo e finalmente farlo leggere a qualcuno in modo da avere opinioni diverse dalla propria. È facile dire: “A me piace!”; credo sarebbe un controsenso ammettere il contrario.

Domanda - Quali sono le sue fonti di ispirazione: altri autori che ritiene fondamentali nella sua formazione culturale e sentimentale?

Federica Amalfitano - Essendo un’amante del genere fantasy non posso non citare Tolkien con “Il Signore degli Anelli” e Cristopher Paolini con “Eragon” che mi hanno spronato a cominciare a cimentarmi nella scrittura. Per quanto riguarda il vero e proprio sottogenere urban fantasy, fondamentali autori sono stati Maggie Stievfater con “Shiver” e Cassandra Clare con “Shadowhunters”.

Domanda - Ci sono altre discipline artistiche, o artisti, che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura? 

Federica Amalfitano - Ho sempre amato la musica spaziando dal classico al pop-rock senza alcuna preferenza di genere. Penso che ogni libro abbia una sua colonna sonora sia per l’autore che per il lettore. Quando ho cominciato a scrivere il mio, nell’iPod risuonavano le note dei Muse ma soprattutto una canzone che ho citato anche nel libro - “Stay” degli Hurts - ha segnato la storia e le parole rispecchiano fedelmente le sensazioni provate dai protagonisti.

Domanda - Oltre a quello trattato nel suo libro, quali altri generi letterari predilige?

Federica Amalfitano - Prima di scoprire il fantasy il mio genere preferito era quello dei romanzi d’avventura. Ma non disdegno nessun tipo di lettura: dal thriller al romanzo storico purché si tratti di una storia coinvolgente, non abbandono mai un libro se non dopo averlo letto fino alla parola “fine”.

Domanda - Preferisce il libro tradizionale cartaceo o quello digitale?

Federica Amalfitano - Senz’ombra di dubbio preferisco il libro cartaceo. L’odore della carta stampata, i colori delle copertine, sfogliare le pagine e accorgersi che uno dei fogli presenta delle piccole orecchie che prima non c’erano e rimproverare tutti quelli che in casa hanno toccato il romanzo; tutto ciò mi fa amare il libro stampato. Tuttavia, non posso certo negare di aver letto anche libri digitali e devo ammettere che a volte, quando il tomo è abbastanza grande da poterselo portare in giro, gli eBook fanno la differenza grazie alla loro praticità.

Domanda - Per terminare, qual è stato il suo rapporto con la scrittura, durante la composizione del libro.

Federica Amalfitano - È iniziato tutto come un gioco. Avevo bisogno di staccarmi per un po’ dal mio dovere di studentessa di Biotecnologie – pendolare tra Ischia-Napoli – e dedicare un paio d’ore a me stessa. Sono bastati dei fogli e una penna e la mia fantasia ha provveduto al resto.

Domanda - Un motivo per cui lei comprerebbe “Gli occhi del lupo” se non lo avesse scritto.

Federica Amalfitano - Siccome sono un’amante del genere urban fantasy, lo comprerei dopo aver letto la trama per sapere cosa ci fanno dei lupi in una città e soprattutto il misterioso ragazzo spuntato dal nulla che ruolo avrà nella vita della protagonista. Inoltre credo che, da come si può evincere dalla quarta di copertina, il libro sia adatto a tutte le fasce di età per trascorrere qualche ora nella spensieratezza.

Domanda - Ha in progetto altre opere da scrivere nel prossimo futuro? In caso affermativo, può darcene una anticipazione? 

Federica Amalfitano - Ho un altro libro nel cassetto che mi piacerebbe tirar fuori e che riguarda sempre il genere urban fantasy. Inoltre non è detto che “Gli Occhi del Lupo” non potrebbe avere un seguito.

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Gli occhi del lupo (Booktrailer)

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"Salutarsi è una pena così dolce, che ti direi addio fino a domani" William Shakespeare